20 aprile 2017

Cartoline dalla Milano Design Week 2017 #primo capitolo

La Milano Design Week per me quest'anno è stato un appuntamento che ho voluto vivere in modo compiuto. Grazie all'ospitalità di una super amica che abita in uno dei distretti storici del Fuorisalone, zona Tortona, sono riuscita a stare in città per diversi giorni. Però sapevo che non sarei riuscita a fare tutto quello che avrei voluto e programmato. E infatti così è stato.

Il Fuorisalone è diventato un evento gigantesco: quest'anno si sono aggiunti un distretto, Isola, e una nuova location, Ventura Centrale. Esposizioni ed eventi si sono moltiplicati e sinceramente scegliere era un impresa molto difficile. 
Mi sono lasciata guidare dai mie gusti e dalla mia curiosità ma la sensazione è stata che il Salone del Mobile avesse una marcia in più rispetto al "circo" del Fuorisalone, con una maggior attenzione sul design e sulle soluzioni di arredo. E visto che la mia programmazione prevedeva di dedicare alla fiera un solo dei giorni a disposizione, credo di essermi persa molto del più bello. Con le dovute eccezioni, ovviamente. Come quelle di cui vi racconto dopo!

Una possibile ulteriore risposta a questa questione in realtà potrebbe essere un'altra, cioè la mia personale e intima selezione di tutto quello che ruota intorno al mondo dell'interior design: alla fine il mio interesse ricade sempre sul lifestyle domestico, sulle scelte stilistiche di una casa, sulle tendenze abitative, sui materiali e sui colori. Il resto è cultura, contaminazione, ispirazione ma a volte anche un po' di noia. E lo dico riferendomi esclusivamente alla mia personale percezione.

Fatta questa lunga (come al solito!) ma doverosa premessa, che cosa hanno catturato maggiormente i miei occhi alla MDW? Innanzitutto colore (soprattutto il rosa, e il verde), mega foglie e piante in tipico stile urban jungle, un ritorno a forme e materiali eleganti e sofisticati (il velluto e l'ottone, gli specchi, le forme geometriche), in parte una sorta di rivisitazione moderna delle atmosfere rétro dei primi del Novecento. Ma primo fra tutti i miei occhi si sono soffermati sulle stanze, sulla casa, sul ricevere, sugli arredi per farlo e sul proporre uno stile abitativo unico e personale. Alla fine cado sempre lì.

Vi presento quindi la mia Milano Design Week attraverso le cartoline che per me rappresentano meglio la mia esperienza, sapendo che alla fine si tratta molto di ispirazione, un po' sogno e un po' realtà e che questa rappresentazione non solo è personale ma è anche abbastanza parziale.

Casa Facile Lab - foto Giandomenico Frassi - progetto Studio Pepe
Non posso che iniziare dalle CASE. Che quasi a volermi contraddire sono tutte esposizioni del Fuorisalone

Uno ve l'ho già presentata in anteprima: è il progetto The Visit di Studiopepe, che riassume tutte le tendenze di cui vi parlavo: colore, eleganza, accoglienza, matericità.
La seconda casa è quella del CasaFacile Design Lab, una bellissima location in zona Brera, dove ha preso vita la casa ideale, la casa dei 20 anni di CasaFacile, sempre grazie alla progettazione di Studiopepe, che collabora da anni con la rivista. Protagonisti il living, la cucina e l'outdoor, spazi interconnessi, multifunzionali, eleganti. Stupendi il sistema libreria e cucina di Scavolini disegnato da Nendo. E le sedute di Saba. Quest'anno devo dire che mi sono completamente infatuata di questo brand. Ve ne parlerò sicuramente in un post dedicato.

la parete di washitape 100% creativa

Veniamo alla casa dell'Ikea Festival, di cui vi parlerò in un post dedicato, e che è stato uno degli eventi più coinvolgenti e sorprendenti del Fuorisalone, dal mio punto di vista.
Tutto il design democratico, le idee e l'entusiasmo del colosso svedese con un focus sul living, un ambiente multifunzionale e fulcro delle nostre abitazioni.

Ikea Today
Un grande spazio espositivo per presentare tante nuove collezioni, in arrivo anche qui da noi, ma soprattutto l'idea di casa di Ikea, basata sulle esigenze delle persone (e sui loro cambiamenti) più che sul design fine a stesso. Questa forse è una delle motivazioni che spingono Ikea a rinnovarsi sempre e a trovare consenso in tutto il globo. "Let's make room for life" è stato il leitmotiv dell'esposizione e la mia attenzione è stata catalizzata dai progetti di Pella Hedeby, che anima il blog svedese di Ikea, Livet Hemma, e che ammiro da tantissimi anni per la capacità di coniugare negli spazi abitativi stile,  design nordico e atmosfera vissuta e da vivere. 
Ne riparliamo, promesso!

Living, cucina e zona notte tutto nello stesso mini spazio. Un progetto perfetto, funzionale e accogliente

Spazio al verde in casa

Il livingroom di un'artista, creativo e funzionale
Altra abitazione, altre atmosfere quelle di Hotel Fritz Hansen. Brand scandinavo per eccellenza, Republic of Fritz Hansen ha pensato per questa edizione del Fuorisalone, un hotel immaginario e non convenzionale, firmato dal designer spagnolo Jaime Hayon. Essenzialità nordica e vivacità mediterranea si sposano perfettamente in questo spazio nel distretto di Brera, dove il colore è protagonista (è stata l'edizione del colore appunto!) anche nelle tonalità più brillanti e vivide.





E poi c'è stata una casa, anzi una facciata che mi ha riempito di stupore e allegria, esattamente come i colori dei 2000 fiori che la ricoprivano, nel progetto di Piuarch. Anche in questo caso colore e accoglienza, temi ricorrenti di questa Milano Design Week.




Mi fermo qui per ora. Nel prossimo capitolo, vi racconterò il design che mi ha appassionato maggiornamente in fiera e al Fuorisalone.
Intanto che ne dite di questo primo tour?


13 aprile 2017

Restyling MInicasa 2.0: il mio nuovo ingresso in Cromarty color


Sono rientrata dopo la frenetica ed entusiasmante Design Week, che quest'anno mi è sembrata ancora più gigantesca e popolata degli altri anni. Mi avete seguito sui social? Lì trovate molte scoperte e tanti spunti di cui vi parlerò pian piano qui sul blog. Non sono una blogger d'assalto, mi piace elaborare ciò che vedo e presentarlo sotto il mio punto di vista e soprattutto come spunto utile per migliorare e rendere attuale e vivibile uno spazio domestico.

Ma ora voglio voltare un secondo pagina, penso ci sia tutto il tempo per approfondire l'argomento Design Week 2017 e anche bisogno di staccare un po' per non essere troppo focalizzati {magari anche noiosi e ripetitivi} e voglio chiudere un capitolo sul restyling della Minicasa iniziato qualche tempo fa.


Vi ho fatto aspettare anche perché... rullo di tamburi... proprio la Minicasa questo mese è protagonista di uno dei servizi contenuti nell'Allegato Décor di Casa Facile. Si chiama "Scuola di Stile" ed è una preziosa e curatissima guida per portare la giusta atmosfera ed armonia in casa. Ci sono tantissimi spunti, idee e suggerimenti degli esperti e sono felicissima di aver dato il mio contributo, parlando ovviamente di nordic style.


Il restyling dell'ingresso è stata l'occasione per aggiungere un po' di mood nordico con alcuni pezzi di design scandinavo, come gli appendiabiti e le mensoline portaoggetti di Normann Copenhagen, e soprattutto con un po' di colore, la giusta tonalità di verde-grigio che, come vi ho già raccontato nel primo capitolo di questa storia, è il nuovo colore di Farrow & Ball di nome Cromarty.


Non potendo intervenire per migliorare uno dei grandi difetti di casa, cioè il pavimento, ho deciso di riorganizzare l'ingresso perché fosse non solo più funzionale ma anche più caratterizzato e definito. La parete contenitore che fa da filtro con il resto del living è stata trasformata in una libreria capiente e organizzata. Ma la vera svolta l'ho realizzata con il colore della parete. Pur restando nelle tonalità chiare, ora risalta rispetto a tutto il bianco che ha intorno. È un punto focale, che segna i confini di una zona che ha una funzione ben precisa, quella dell'ingresso, che in questo modo assume un'identità ben precisa in uno spazio completamente aperto e frammentato in più usi.


Quello che mi piace della tonalità Cromarty è che è un colore freddo che si sposa alla perfezione con i toni neutri, del bianco e del nero e del legno naturale, e che in base all luce assume sfumature diverse, più intense o eteree. È una nuance molto naturale, sofisticata e delicata, ma al tempo stesso molto decisa. Come vi avevo già mostrato nel post in cui raccontavo il mio Cromarty love, questa nuance è stata scelta da stylist e interior designer che propongono lo stile nordico, perché riesce a dare un accento seguendo le tendenze cromatiche ma anche quelle che riportano la natura al centro degli spazi abitativi, quasi come un effetto detox e riposante. E in questo i Paesi scandinavi sono un punto di riferimento.
Il lifestyle domestico che rende la natura protagonista è sicuramente uno dei trend che più mi interessano e che costituiscono un modello per la Minicasa. A piccoli passi, con un buon progetto, buone idee e prodotti di qualità è possibile fare queste piccole trasformazioni che cambiano completamente volta ad una casa e, di conseguenza, alle nostre abitudini abitative.


E poi ci sono i dettagli, quelli che completano e rendono tutto più armonioso. Ad esempio il ripiano della libreria in cui ho inserito svuota-tasche e altri accessori è declinato nelle stesse sfumature che si ripetono in casa e il coperchio della scatola in legno, che prima era un rosa tenue, ora è in cromarty!


Che ne dite? Vi piace questa trasformazione dell'entrata in nordic style?


Per vedere le altre trasformazioni del living in armonia con questo cambiamento, vi rimando all'allegato décor del numero di aprile di Casa Facile, mi raccomando correte in edicola!!

E per sapere di più sulla mia esperienza nella stesura dei colori Farrow and Ball, potete leggere tutto qui!

immagini e styling: Appunti di Casa
post in collaborazione con Farrow & Ball

3 aprile 2017

Tre tappe imperdibili del Fuorisalone 2017 {per me}

Il Fuorisalone è l'evento collaterale al Salone del Mobile di Milano che più mi appassiona.

Le zone della città che si animano di eventi ed esibizioni si stanno sempre più moltiplicando {quest'anno l'esposizione di Ventura Lambrate si amplia con Ventura Centrale gli spazi espositivi ricavati nei magazzini abbandonati della Stazione Centrale, risalenti ai primi del '900 e che ospitavano lo storico ristorante di prima classe della Stazione Centrale} e scegliere e selezionare diventa veramente difficile.

Nella mia scaletta ideale ho segnato molti eventi, non sono sicura di riuscire a vederli tutti, in ogni caso oggi ve ne voglio segnalare tre che sono imperdibili dal mio punto di vista.


Inizio dal progetto The Visit di Studio Pepe, nel Brera Design Apartment, che ho già avuto l'onore e il piacere di visitare venerdì scorso, nella preview a cui sono stata invitata.
Si tratta di uno spazio che racconta un rituale, quello della visita, e l'intimità della casa, una spazio che deve essere bello e accogliente, creativo e sofisticato.
I bozzetti dell'allestimento danno già l'idea dello stile e della classe di questo progetto.





Studio Pepe è riuscito a farlo grazie al colore, giochi di color block, stratificazioni e intersezioni declinati in una palette elegante e innovativa che spazia dal verde scuro, al terracotta, alle tinte pelle e rosate e al senape dorato. I colori e la qualità sono quelli di Sikkens, da sempre attenta agli interior trend e capace di vestire e colorare la casa in maniera unica.


E poi ci sono gli arredi e i complementi. Tantissimi i partner del progetto Molteni&C (splendida la riedizione della poltroncina di Gio Ponti), Vitra, Astep, Bitossi, Spotti Edizioni, Leftover, Bulthaup, Agape per citarne alcuni.


Due menzioni particolari vanno ai tessuti, grandi protagonisti di questo delicato e visionario appartamento, con velluti dell'Opificio ed i tappeti e gli arazzi di cc-tapis, e alla parete a piastrelle della sala da pranzo, realizzata con lastre di ceramica di Cedit e Florim, appositamente tagliate su disegno delle stylist a formare un pattern geometrico che non può che attirare lo sguardo {e infatti sono stata talmente estasiata e "imbambolata" che non l'ho fotografato interamente, ma voi dovete immaginarmi lì come Alice nel paese delle meraviglie, esattamente così!}









Per poterlo visitare è necessario registrasi. Fatelo, ne vale veramente la pena.
Brera, Via Palermo 1
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Per la seconda tappa ci spostiamo in Via Tortona da Archiproducts, che quest'anno presenta The Design Experience, incentrato su spazi di lavoro condivisi, interconnessi e digitali. La location di Via Tortona 31 è sempre affascinante: un edificio di inizio secolo su due livelli con terrazze, soffitti decorati da stucchi e pavimenti antichi in legno di rovere a spiga. Qui saranno allestiti oltre 200 prodotti di design, che saranno anche "parlanti": sarà possibile accedere virtualmente a informazioni su  caratteristiche, varianti, colori, prezzi e grazie alla tecnologia della realtà aumentata si potrà vedere il prodotto in 3d.
Tortona, via Tortona 31
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Infine ultima tappa lo spazio The Box, nato dalla partnership tra Spotti Milano e lo studio Colmanni + Minerva per dare vita a servizi per la progettazione e realizzazione d’interni nel settore contract.
Mi è piaciuto moltissimo il progetto di riqualificazione che ha mantenuto gli elementi d'epoca dell'appartamento, rendendo moderno e multifunzionale l'ambiente, con pattern geometrici d'effetto a parete e arredi minimali ed eleganti (di Arper).



Siamo in zona centro, e per il Fuorisalone questo spazio, oltre ad ospitare il temporary champagne & cocktail bar in collaborazione con Veuve Clicquot e Mingardo, sarà la location per la presentazione della collezione Rose Gold di Spotti Edizioni, arredi e lampade disegnate da Paolo Rizzo rivestite in acciaio specchiato nella delicatissima e super- trendy sfumatura dell'oro-rosa.
Zona Centro, via Bertarelli 4

Questa sarà una settimana davvero intensa. Seguitemi sui social per seguire tutte le mie esperienze nel mondo del design! Vi aspetto!


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